Un impianto dentale è una vite in titanio o materiale biocompatibile che sostituisce la radice di un dente mancante e consente di ripristinare funzione ed estetica con una soluzione fissa e stabile.
No. L’intervento viene eseguito in anestesia locale e, se necessario, con sedazione cosciente. Il decorso post-operatorio è generalmente lieve e ben controllabile con terapia analgesica.
La maggior parte dei pazienti può essere candidata all’implantologia dopo un’accurata valutazione clinica e radiologica che consideri quantità di osso, salute orale e condizioni generali.
Sì. Le moderne tecniche di rigenerazione ossea e di rialzo del seno mascellare permettono di inserire impianti anche in presenza di importante riassorbimento osseo.
In base al caso clinico, il dente definitivo può essere posizionato immediatamente o dopo un periodo di osteointegrazione che varia generalmente da 2 a 4 mesi.
Se correttamente pianificati, inseriti e mantenuti con una buona igiene orale e controlli periodici, gli impianti dentali possono durare molti anni, spesso decenni.
No. L’impianto non viene rigettato come un organo trapiantato. I rari insuccessi sono legati a fattori biologici o infettivi e non a un rigetto immunologico.
Sì. Il fumo aumenta il rischio di complicanze e riduce la guarigione dei tessuti, influenzando negativamente la stabilità a lungo termine degli impianti.
La mancata sostituzione di un dente può causare perdita ossea, spostamento dei denti adiacenti, difficoltà masticatorie e alterazioni estetiche nel tempo.